La Grande Città 31-03-05

 

Dopo l’Illuminante Corso del Fine Settimana, avevo imparato tante cose nuove, prima fra tutte che per pubblicare qualcosa serve del materiale. Insomma, libri. Non ne avevo, ovviamente. Di inediti intendo, di libri in casa mia ce ne sono tanti tutti belli allineati sullo scaffale del salotto.Certo non potevo scegliere tra quelli lì, anche se l’idea di pubblicare Saramago mi stuzzicava, ma chissà perché, immaginavo che l’iter per contattare un premio Nobel fosse un tantino al di là delle mie capacità. Mi chiedevo che fare, dunque. Dove si trovano i libri? La prima risposta che mi è venuta in mente è stata quella di sfruttare le conoscenze. Romanzi, i miei amici scrittori, non ne avevano, né dentro al cassetto, né sotto alla gamba del tavolo, così ho pensato a una bella pratica veloce raccolta di racconti. Era novembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 10:49



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La Grande Città 30-03-05

Non è tutta farina del mio sacco.
Mentre mamma posava l'acqua in tavola, nella sempre fashion bottiglia Giugiaro style, io elencavo i negozi della Grande Città ai quali avevo lasciato un curriculum con foto. Elencare mi distendeva i nervi: mi sembrava quasi che, citando un numero non meglio precisato di nomi più o meno noti, avrei sedato i miei, avrei loro dimostrato che mi stavo dando da fare, c'erano le prove con quei nomi, non ero una disoccupata qualunque, per giunta fuori casa, nullatenente che non faceva nulla per uscire da quella situazione disagevole. Mio padre astutamente subodorava fallimento. Da quando aveva chiuso la sua etichetta di edizioni musicali specializzate in liscio romagnolo, forse si sentiva annoiato. O forse era la pensione che anno dopo anno si avvicinava? Insomma. forse che la benedetta crisi di mezza età l'aveva fatto uscire completamente di brocca? Fatto è, che proprio mentre stavamo mangiando, mi ha suggerito questa folle idea di aprire una casa editrice.
"Arrangiati tu, però, non ne voglio sapere di libri e altro, che non ci capisco niente.", mi ha detto burbero come al solito.
Poi, senza aggiungere altro, ha finito la pasta e se n'è andato di là a sentirsi l'ultimo dei Sepultura.








Postato da: zandegu
alle 17:13



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 La Grande Città 29-03-05

Una sera Tutti erano da me. Provavamo a scrivere parole che ci piacevano e in seguito a combinarle tra di loro: le più gettonate erano incroci tra caramelle e tartarughe, o coccinelle e borotalco. Robe del tipo Fruttocchia, Ghirola, Lampotalco e Brontolatte. Ma c'erano anche, non dimentichiamolo, intuizioni geniali come Ciocconella, Pappastico e Nuvolonda.
Comunque, anche se a molti sembrerà un metodo poco serio, eravamo anche attrezzati: pennarelli alla mano, scrivevamo sui fogli con pezzetti di lingua che uscivano dagli angoli della bocca nello sforzo creativo.
Non ha funzionato.
Così ho guardato i retro copertina di tutti i miei libri e di tutti i miei dvd, in cerca di ispirazione.
Ho letto un intero vocabolario sinonimi e contrari.
E anche uno di inglese.
Io e Tutti insieme abbiamo pensato ai titolo delle canzoni che ci piacciono di più.
Niente di niente.
Trovare il nome per la casa editrice è stato molto difficile.








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alle 11:17



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La Grande Città  25-03-05

 

Anche se continuavo a ignorare molte cose, avevo incredibilmente intuito che occorre sapere precisamente cosa si intende pubblicare.

Insomma, se sei un piccolo editore è meglio che ti scegli una nicchia e che cerchi di diventare una specie di prodotto di culto, una roba per pochi eletti, da intenditori.

La narrativa varia non acchiappa se sei un piccolo editore.

Così ho spremuto ben bene le meningi: manuali di toelettatura del micio? Saggi sulla filosofia di Platone rapportata al governo Berlusconi? Libri di narrativa fantasy d’ispirazione tolkeniana in sei pratici volumi?

Le guide enogastronomiche erano le uniche che veramente provocavano in me il brivido, dato che amo mangiare come nemmeno un aspirapolvere al massimo della sua potenza risucchiatrice, ma alla fine mi sono risolta per la narrativa italiana surreale. Possibilmente di autori giovani.

 

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 22:12



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La Grande Città  25-03-05

Ora, tornando alle tre caratteristiche essenziali, ti avverto che, mentre la disperazione può anche accompagnarti per un pezzo del tuo percorso, la totale ignoranza in materia sarebbe sin da subito da limare. Pertanto, ti consiglio di frequentare un corso di editoria, breve o lungo che sia, a seconda delle tue esigenze.
Io, ad esempio, dopo aver maturato questa importante decisione, sono scesa nella Capitale per frequentare l’Illuminante Corso, dove ho conosciuto persone meravigliose, mangiato all’inverosimile e imparato molto sulle infinite insidie che mi si sarebbero presentate se proprio decidevo di infilarmi in questo buco buio e ragnateloso che è l’editoria.
Insomma, alla fine dell’Illuminante Corso, qualunque tu decida di frequentare, è possibile che sarai più spaventato di prima, ma ne saprai anche qualcosina in più sull’argomento.

 

 

 

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 22:11



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La Grande Città 24-03-05

Allora, credo che tra le tante si possano ridurre a tre. Vuoi aprire una casa editrice? Io posso darti le caratteristiche essenziali per iniziare questo lavoro. Se le hai sei a cavallo. Dunque, secondo me devi essere:

1 dannatamente disperato, magari sei hai maturato molti mesi di disoccupazione e i tuoi ancora ti mantengono a pieno regime è meglio. Inoltre, sono molto efficaci anche i sensi di colpa notturni derivati da questa particolare situazione;

2 totalmente ignorante in materia. E’ consigliabile dunque sapere appena (magari con sporadici ma insidiosi dubbi) che il lavoro in questione consiste nel pubblicare libri;

3 sufficientemente interessato all’arte della scrittura.

Col tempo le caratteristiche essenziali numero uno e due non saranno più tali, o almeno dovrebbe succedere così, ma è buona cosa che la caratteristica numero tre rimanga ben salda, anzi deve necessariamente diventare una divorante passione per i libri.Una chicca per quelli veramente intenzionati a seguire questo percorso: aprite un blog per raccontare i vostri successi e le vostre sconfitte, qualcuno si spera che lo legga e magari in futuro comprerà anche uno dei vostri libri.








Postato da: zandegu
alle 22:43



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 La Grande Città 24-03-05

A giugno ho finito la Misteriosa Scuola e, come da tradizione, gli Insegnanti hanno organizzato una serata per la consegna dei diplomi. Stilosissimi e quadrati. Di solito la serata si fa in teatri famosi della Grande Città o alla Scuola stessa, insomma in luoghi seri.A me e ai miei compagni era toccato uno scantinato buio, nel Famoso Locale della Grande Città. Era pieno giugno e faceva un caldo della madonna, talmente appiccicoso che il vestito buono mi si era stinto sulle mutande. Il Magnifico Direttore, simpaticamente, ci chiamava uno a uno col microfono e noi dovevamo dire qualcosa di altrettanto simpatico alla gente in sala: mi vergognavo come un cane.
Poi, ci hanno fatti uscire nel giardino del Famoso Locale. Era l’ora degli alcolici, ma l’unico drink che potevamo prendere con il limitatissimo omaggio-consumazione di cui eravamo dotati era il vodkalemon.
Credo che fosse allora, nel delirio afoso e dopo cinque o sei bicchieroni, che ho pensato per la prima volta: domani apro una casa editrice.

 

 








Postato da: zandegu
alle 20:02



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