| La Grande Città 30-05-05 | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 28-05-05 Al secondo incontro sono saltati fuori altri problemi. La quarta di copertina: bianca o colorata? Con la sinossi del libro, la biografia dell’autore, una frase del libro o niente? E quando qualcosa, tra le mille domande è saltato fuori e dopo aver confrontato tra loro, per farsi un’idea, tutti i libri dello scaffale; dopo aver guardato anche quelli stranieri e quelli di scuola vecchi, allora poi ci si deve pure occupare di quale font usare, ed è dura perché quello lo devi tenere per sempre per tutti i libri, sempre,un marchio a fuoco, un segno distintivo. E mi sono di nuovo sanguinati gli occhi a forza di vagliare caratteri: non credevo che Mac ne avesse tanti e così fottutamente simili tra loro! Ma come si fa a scegliere? | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 27-05-05 Quindi io e Coniglio ci siamo messi sotto a lavorare, per creare qualcosa di originale. Come avevo già detto ci eravamo indirizzati sulle pubblicità americane anni ’50, ma c’è un bel problema coi diritti d’autore e quindi nada, scartata. Ma a parte la cruciale decisione della copertina, ci sono stata piccola bazzecole, a cui nessuno pensa che ci hanno portato via delle ore. Tipo il dorsetto dei libri: la scritta la vuoi orientata verso destra o verso sinistra? Allineata a sinistra o centrata? E il logo dove lo mettiamo: in alto o in basso? E il colore del dorso? Facciamo delle bande per distinguerci? E se sì dove le mettiamo? Molte domande e un sacco di confusione in testa!
| Postato da: zandegu |
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La Grande Città 26-05-05 Mi rendo conto che la più grande difficoltà che mi si presenta al momento, è la grafica. Essere accattivanti, facilmente riconoscibili, diventare brand, essere semplici, ma non banali: tutti hanno da dire la loro e sono d’accordo praticamente con tutti questi suggerimenti.Peccato che non sia proprio facilissimo, soprattutto perché tutto va bene, ma non sono esperta di marketing e chissà come può mai reagire il pubblico a quella che tu reputi la più bella copertina del mondo. E magari una che vedi in libreria, e ti fa schifo, invece è di un libro in vetta alle classifiche.Certo la copertina è il tuo biglietto da visita, il libraio ti prende per il 50% da quello che vede sul catalogo del promotore, se lo catturi è fatta. Idem per il lettore perso tra gli scaffali della libreria. Attirare, questo è il problema. | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 19-05-05 Oggi è il mio ventiduesimo compleanno, il primo non da single, il primo da quasi-editrice, il primo da vera disoccupata.Oggi, niente Zandegù: mi toccano le pulizie di casa la spesa e una bella festicciola con tutti i miei amici questa sera nella mia casetta della Grande Città.Un bacio a tutti! | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 18-05-05 I corsi sono sempre affascinanti e interessanti, in particolare il mio da redattore editoriale. Sono con Gigi, un mio compagno, che parliamo fuori dal portone, quando esce un simpatico donnone.Vado con la descrizione: ciabatte, vene varicose, capelli lunghi grigi e lerci, maglione enorme fucsia, no reggiseno, tette enormi e cadenti. Si ferma davanti a noi, fissandoci. Le lancio un’occhiata e torno alla mia conversazione. Vedo Gigi distratto, mentre io sento farsi più insistenti gli occhi della vecchia su di me. Mi giro e lei mi attacca, biascicando perché senza dentiera, con un: “La devi smettere con le torture sessuali!!! A me non interessa se sei lesbica a me queste cose non vanno e lasciami in pace!!!”. E rivolta a Gigi: “E anche tu lasciami in pace che sono già incinta!”. Poi se ne va e io scoppio a ridere. Non sapevo ancora di praticare torture sessuali. Forse dovrei abbandonare l’idea della casa editrice e darmi ad altre attività. Ah, i corsi per redattori: che emozioni che offrono!
| Postato da: zandegu |
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La Grande Città 16-05-05
Se può farlo Minimum Fax, posso farlo anch’io mi sono detta. Ed ecco il mio decalogo su come diventare un editore provetto (e poi sperare di sopravvivere!): 1) Avere un’idea forte e precisa di cosa si vuole pubblicare, diciamo un genere, un’area, una nicchia in cui ci si vuole collocare. Pensare che il pubblico ha un bisogno, una mancanza e voi gliela soddisferete. Insomma creare il piano editoriale per il primo anno di attività. 2) Fare dei corsi che ti preparino alla lotta: computer, redattore editoriale, qualunque cosa. 3) Trovare collaboratori laddove non sapere operare autonomamente (dal grafico, al redattore, al editor, all’impaginatore), ma per tutti è meglio il detto che chi fa da sé fa per tre. 4) Avere un’idea forte per l’immagine, dalle copertine al sito alla presentazione stessa della casa editrice. La grafica e la pubblicità sono tutto. 5) Trovare un bravo distributore che creda nel tuo progetto e ti sostenga, prenda gli ordini e ti porti in libreria. 6)Farsi pubblicità, paracularsi, sorridere molto, mandare giù i bocconi amari e non farsi scoraggiare mai, credere dunque ciecamente in quello che si fa. 7)Cercare in modo dannatamente disperato scrittori, libri, romanzi e racconti, italiani e stranieri, leggendo leggendo leggendo a raffica.Stare in libreria, vedere cosa tira; cercare su internet; chiedere aiuto agli amici che scrivono; cercare nelle scuole di scrittura validi talenti. La materia prima è tutto. 8) Sbrigare tutte le pratiche burocratiche che sono lunghe e pallose, ma s’ha da fa! 9) Stampare da un bravo tipografo, che faccia un prezzo onesto e sia celere. 10) Risparmiare sempre dove si può e non scialare per pubblicità e telefono. E non farsi buttare mai a terra. Detto questo, in modo magari confuso, sei pronto per pubblicare. Poi se sopravvivi al mondo dell’editoria, questo è mistero. Non lo so manco io se sopravvivo, speriamo dico!
| Postato da: zandegu |
| La Grande Città 13-05-05 Per distrarmi dalle immani fatiche del Salone del Libro e dalle mille altre giornaliere, ho deciso di andare con i miei amichetti Vica, Alberto, Fabio e Sara e l’immancabile fidanzatino a vedere “Troppo belli”, il film con Costantino Vitagliano e Daniele Interrante.Nella grande città era presente soltanto in un cinema, vecchio e sporco, quelli con la sala più lunga che larga che sembrano vagoni del treno. Strani affreschi raffiguranti la piazza principale della Grande Città abbellivano le pareti della sala.Dopo aver fatto pipì nei puzzoni bagni alla turca con porte che non si chiudevano, noi ragazze abbiamo raggiunto i maschietti in sala.Il pubblico: noi, ovviamente giunti lì per cazzeggiare; tre tardone intappatissime, ovviamente giunte lì per vedere del bel maschio semi-nudo; una coppia di ventenni (lui e lei) fighetti entrambi in rosa vestiti, ovviamente giunti lì perché fan dei due capetti televisivi; una coppia di sessantenni (lui e lei), ovviamente giunti lì perché avevano sbagliato sala, oppure erano due cultori del trash un po’ attempati, o forse fan della DeFilippi o di Buona Domenica, mah…Il film inizia: voce fuori campo. Partiamo male!La recitazione è oscena, gli avvenimenti succedono troppo in fretta, è come se fossi andata al bagno tre volte durante il film e mi fossi persa dei pezzi salienti e invece non mi sono mossa dalla poltrona.Il mio ragazzo sbuffa, io e gli altri ce la ridiamo in continuo, ogni situazione è patetica: dalle spacconate dei due, al magro tentativo di fare i simpatici con battute urfide, al buonismo contro la droga e a favore dell’amicizia. Tutti hanno il loro riscatto e tutto è bene quello che finisce bene.Orrendo, sul serio, ma non vedo l’ora di comprarmi il dvd!!!
| Postato da: zandegu |
| La Grande Città 10-05-05 Terzo giorno di Salone del Libro. Oggi giornatona. Sono in compagnia della Camy e di Marco. Con gli amici mi sento molto più spavalda e così ci proponiamo a molti più stand e lasciamo andare centinaia di volantini. Dopo un panozzo mangiato seduti sul marciapiede, continuiamo la nostra passeggiata tra gli stand. Incontro moltissimi vecchi compagni della Misteriosa Scuola, baci e abbracci a volontà, alcuni non li vedevo praticamente da un anno. La Camy ha la presentazione del suo libro sulla Uno bianca con Andrea Pinketts e ce lo presenta: praticamente io e Marco siamo quasi morti per l’emozione. Ormai ci sentiamo editori arrivati, pronti per la pensione, quasi quasi mandiamo tutto a puttane! Camy è una fonte inesauribile di contatti: non sono mai stata così contenta di stringere così tante mani in vita mia! In fatto di pubbliche relazioni, la giornata è stata molto carica. Sono molto soddisfatta di questo andamento. Decidiamo che la giornata è stata abbastanza lunga e mentre ci avviamo all’uscita, incrociamo Er Piotta, intento a guardare i libri di uno stand e non ci lasciamo sfuggire l’occasione di appioppargli il nostro biglietto da visita: questa è classe, baby! Quarto giorno di Salone del Libro. E’ il mio ultimo giorno di Salone oggi. Lunedì non ce la faccio a venire. Quindi, visto che sono sola, decido di impegnarmi al massimo e lascio pile enormi di volantini ai soliti stand amici che ho incontrato durante i giorni precedenti. Le signore dello stand di gadget retrò si dimostrano ancora una volta molto contente e mi esprimono il loro entusiasmo per la mia attività: la gentilezza, devo dire, ora che sono agli inizi, mi dà proprio una bella carica di energia e ottimismo. Mi concedo di girellare da “turista” tra gli stand, ma è domenica e c’è un bordello infernale di gente agitata e lenta e non è proprio rilassante curiosare tra i libri. E’ il momento di lasciare la fiera, sperando che i miei sforzi distributivi vengano ripagati e che i volantini vadano a segno. Torno alla mia attività di editrice in erba.
| Postato da: zandegu |
| La Grande Città 09-05-05 Primo giorno di Salone del Libro. Secondo giorno di Salone del Libro. Oggi è giorno di tentativi in nuovi stand: chi accetterà di tenere la mia cartolina? Accettano lo stand dell’AIE (Associazione Italiana Editori) e uno stand che vende oggettistica con stampe anni ’50. La trovo molto in stile col mio volantino e decido di lasciarlo anche a loro, benché non siano proprio del campo editoriale. Allo stand sono presenti due simpatiche signore che si dimostrano entusiaste del lavoro grafico del Coniglio e mi fanno un sacco di complimenti per l’idea. Trascorro il resto del pomeriggio tra gli stand a curiosare e a lasciare il mio materiale. Per rilassarmi vado a fare la spesa al Pam: ho organizzato una cenetta da me, con pasta fredda e vino bianco. La sera, Minimum Fax ha organizzato una festa ai Murazzi di Torino (locali lungo il Po) e io insieme a miei soliti amichetti Marco e Mela decidiamo di andarci per scatenarci nella movida notturna. Per fare più casino ci sono anche Alberto, Luca e la mitica Camy, che spero di convincere a farmi da ufficio stampa, perché è scaltra, intelligente e gnocca e quindi penso abbia tutte le carte in regola per aiutarmi alla grande. Dopo tutto quel vino arrivo già un po’ alticcia alla festa, c’è un casino allucinante, ma vedo pochissima gente dell’ambiente, anche perché il locale è aperto a tutti. Così dopo un paio d’ore decidiamo di andarci a fare un bel cornetto dal fornaio e poi ce ne andiamo tutti a nanna stanchi morti. | Postato da: zandegu |
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