La Grande Città 29-06-05

E gli altri lavori? Sì perché non si può esordire in libreria con pochi libri: ne servono almeno cinque o sei, perché così si esce durante l’anno periodicamente e si fa conoscere il proprio marchio a librai e pubblico.

Per questo non ho in cantiere solo quelle due raccolte: ne esistono altre due.

Una di racconti di un unico autore, un giovane ingegnere che scrive racconti cattivissimi sull’amore tra giovani. Sono racconti divertenti e sfrontati che mi hanno colpito moltissimo la prima volta che li ho letti. Insomma, non vedevo l’ora di catturare questo incredibile talento e fortunatamente ci sono riuscita, soprattutto grazie all’aiuto di Marco.

E poi, ho intenzione di pubblicare una spettacolare raccolta di vignette che ironizzano l’attualità e smitizzano qualunque mito della società.

Infine, ho qualche altro progettino in fase embrionale da portare a termine, ma che sono certa mi renderà molto fiera.

Ora, in pratica, dopo che ho trovato questi libri e li ho editati ben benino, non mi resta che mettermi sotto con X-Press e impaginare come un’indemoniata!








Postato da: zandegu
alle 10:36



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La Grande Città 22-06-05

E sono sempre qua che digito, medito, edito.Già. Ma a quali libri lavora la Zandegù?, magari vi starete chiedendo.Come avevo già scritto, i racconti sono il materiale più facile da estorcere agli autori amici miei, perché si scrivono in fretta e non richiedono troppo impegno fisico-mentale.E infatti, ecco che mi sono saltate fuori ben due raccolte: una sul cinema e una sugli animali.Cinema: cioè racconti ispirati a film più o meno famosi dagli anni ’50 fino a oggi. Ovviamente ne sono venute fuori di tutti i colori. Racconti fortemente legati al film di partenza, altri che ne hanno preso solo l’atmosfera e altri ancora completamente fuori e chissà cosa ci ha visto nel film l’autore per arrivare a quel risultato!Animali: qua è più semplice. Racconti con protagonista una bestia. Anche qua ironia a tutto spiano, ma anche dolcissimi momenti di malinconia.Insomma, di una cosa sono proprio certa certa: i lavori che voglio pubblicare mi piacciono tutti da morire e ne sono soddisfattissima. Non li cambierei per nulla al mondo.E la convinzione nelle proprie scelte, qua, è davvero importante.

 








Postato da: zandegu
alle 12:44



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La Grande Città 16-06-05

Gli anni passano, i bimbi crescono ed escono nuovi diplomati dalla Misteriosa Scuola. Così sono andata ad assistere alla cerimonia di consegna dei diplomi del mio amichetto Marco Prato. E’ stato molto carino, proiettavano cortometraggi realizzati dagli studenti, foto del loro biennio scolastico, c’è stata la consegna dei sempre stilosissimi diplomi e quest’anno gli alti papaveri anche elargito libri e cd in regalo agli studenti. Cavolo: a noi non hanno dato nulla, ho pensato. C’era anche la birra gratis, offerta gentilmente dalla Scuola. E poi, c’era la cena organizzata in una bocciofila della Grande Città. Parenti amici e studenti ed ex-allievi si sono ritrovati in un simpatico localino. Innanzitutto faceva un freddo cane e la cena era all’aperto. Poi siamo arrivati in ritardo e ci siamo stretti in un angolo di un tavolo, lontani da quasi tutti, un angolo di tavolo segnato dal passaggio di un dolce gattino, evidentemente, visto che sulla tovaglia facevano bella mostra segni fangosi di zampine e ciuffetti di pelo pulcioso. Io, Marco, Mela e il mio fidanzatino ce ne siamo fatti una ragione. Presto sarebbe arrivato il cibo, che nei posti alla buona è sempre genuino e abbondante. Beh, prima di tutto il cibo non sarebbe mai arrivato, in quanto facendo una lunga coda ognuno dei commensali doveva andarsi a procurare la cena. E poi gli aggettivi genuino e abbondante non erano appropriati. Ah, che stolti che siamo stati! Antipasti: orride zucchine velenose in carpione, insalata russa persistente (cioè che mi si è ripresentata per tutta la notte, con attacchi di vomito e nausea), barchetta tonno-carciofini e frittatina di cipolle. Tutto questo in porzioni che pure una formica si sarebbe sentita a digiuno. Vietato fare il bis. Primo: riso col sugo porzione mignon. Dolce: bunet al sapore di plasticaccia. Insomma un vero orrore di cena al modico prezzo di 15 euro. Non ci speravo più, i regali forse servivano a sedare gli animi in vista della cena, non so… comunque direi che nel complesso è stato ancora più triste del mio diploma. E’ vero noi avevamo solo i vodka lemon e niente insalata russa, ma almeno col vodka lemon non si può sbagliare più di tanto. In fondo sono stata contenta: è stata un’occasione per rivedere i vecchi compagni, festeggiare con Marco il suo diploma e parlare con gli autori dei lori scritti.

Voglio solo dire al mondo interno, che il mio amico Max era bonissimo ieri sera, sicuramente il più bello della festa!

Chissà come sarà il prossimo anno la festa di diploma, non oso immaginare…








Postato da: zandegu
alle 11:50



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La Grande Città 14-06-05

Lo ammetto, inginocchiata sui ceci, ma per un paio di giorni mi sono distratta da Zandegù.

Il motivo è che mi sono fatta una bella sfacchinata e sono andata a Imola a vedere il mio mito musicale: Vasco.

AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH!

STO SCHERZANDO!!!

A Vasco gli tirerei un badilata sul crapino.

Invece sono andata a vedere i R.E.M.

E’ stata una vera figata: un suono da paura, lui ha una voce che stende. Peccato che la sfiga non mi abbandoni mai e quindi…

Motivi di sfiga all’Heineken Jammin Festival 2005, 11 giugno:

1)      per trovare l’alberghetto che ci avrebbe ospitati per una notte ci siamo notevolmente persi tra le campagne emiliane, tra posti di blocco della police e abitanti che ignoravano tutti in groppone l’esistenza del suddetto hotel;

2)      il parcheggio del concerto era prevedibilmente a 40 km dall’area concerti;

3)      avevo un fortissimo mal di testa;

4)      la notte prima non avevo chiuso occhio, quindi avevo un gran sonno;

5)      davanti a me, durante i concerti e nelle pause: coppie in limonella feroce o pertiche devastanti che impedivano qualunque visuale, ma il meglio è venuto da un gruppo di sardi che rivendicava la loro indipendenza con un bandierone che, sventolando, copriva l’intero palco;

6)      il bagno chimico presentava molte sorprese al suo interno;

7)      un prezioso medicamento utile alla vita di coppia, alle 21 della sera da prendersi puntuale, è caduto rovinosamente in terra…

Insomma che dire? Non dovrei vincere un qualche premio. Ma a parte questo, tutto è stato risollevato dai concerti: prima gli I am kloot, che sono stati davvero notevoli, anche se nessuno o quasi se li è cacati. Mi hanno positivamente sorpreso i Garbage, lei è una vera bomba!

I Green Day sono stati divertentissimi e coinvolgenti e il gran finale, al calare della sera coi R.E.M che mi hanno ricordato che Everybody hurts e quindi devo smetterla di lamentarmi della mia sfiga cronica!

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 11:18



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La Grande Città 08-06-05

Cosa abbiamo fatto? Beh, lì accanto a quel palazzo c’era un mercatino di libri gestito da bambini delle elementari o giù di lì. Ci siamo fermati e abbiamo chiesto informazioni a una delle mamme: “Scusi, dove si trova il festival della letteratura?”, “Al Michelerio, qui accanto.”, la risposta carica di ovvietà. Domandiamo a un’altra signorina: “Ma è proprio lì, sembra non esserci anima viva…”. “Sì, è lì. Ma solo una conferenza alle 17.” E dove la farebbero la conferenza? Seduti sui mattoni? Mah, ero perplessa, erano ormai le 14, avevo gran fame e faceva molto caldo. Così io e Marco abbiamo abbandonato l’idea di farci pubblicità e con lo zaino carico di volantini siamo andati a farci un panino al bar. Poi, siamo andati verso Acqui Terme a farci una gitarella primaverile. L’unica nota positiva di questa giornata è stata Asti: è proprio una cittadina bellissima, con chiese e palazzi che sbucano da ogni dove uno più bello dell’altro. Spero proprio di tornarci, senza l’ansia di trovare il Michelerio!

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 12:32



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La Grande Città 01-06-05

Sempre per continuare a farmi un po' di pubblicità, armata di nuovo di zainetto e centinaia di volantini di Zandegù, sono andata con Marco ad Asti, dove si teneva un festival della letteratura. Avevamo dimenticato di guardare dove esattamente si tenesse sto festival, ma contavamo su cartelli appesi ovunque per la città e, puntualmente, appena arrivati, non se ne vedeva nemmeno l'ombra. Dopo aver parcheggiato, ci siamo avviati verso il centro storico di Asti: ci ha accolti un simpatico quanto scarno mercatino delle pulci. Io e Marco abbiamo vagolato per due ore in direzione opposta al palazzo, dove abbiamo poi scoperto, domandando a tremila persone del luogo, si teneva il suddetto festival. Dopo aver camminato appunto per ore sotto il sole, siamo giunti al fantomatico Palazzo del Michelerio, ma l'abbiamo snobbato e abbiamo proseguito. Perché lo abbiamo snobbato? Forse che ce la tiriamo? No, semplicemente non lo abbiamo notato. Non un manifesto, uno striscione, una cartolina colorata appesi fuori, sull'ingresso per identificarlo come il luogo del Festival della Letteratura di Asti. Uno si chiede, ma come faccio a notarlo? Ma non era nemmeno questo che ci aveva indotti a superarlo senza troppi complimenti. Il fatto è che pareva un palazzo in ristrutturazione, anzi lo era. Niente vetri alle finestre, solo intonacato, teloni di plastica trasparente che volavano leggiadri al venticello, mini betoniere nel cortile calcinacci e mattoni ammassati intorno. Ci siamo detti che forse l'entrata era sul retro, gira che ti gira niente. Cosa abbiamo fatto allora? Lo saprete domani, come nelle soap!!!

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 18:17



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Utente: zandegu

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