La Grande Città 13-07-05

Le trame. Diciamo che la fantasia primaria, quella ci ha colti tutti dai tre ai nove anni sparisce in modo altamente preoccupante con il sopraggiungere dell’età adulta.

I maschietti si rifanno solo a combinazioni para-fantascientifiche, con misteri, aneroidi, navicelle su improbabili e lontani pianeti.

Le donne invece, questa volta sono più sveglie e si distinguono per la dualità delle loro trame: o scrivono alla Santacroce, ma senza capacità linguistiche e sono tutte un fiorire di gotico, ma volgare, oppure virano decisamente su storie alla KissMeLicia di patimenti-pink-eridania, o peggio con drammatiche elucubrazioni incrocio mirabile di Platone e MariaDeFilippi.

In attesa di qualche buon racconto…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 10:28



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La Grande Città 08-07-05

Un altro fatto sconcertante, o meglio problema sconcertante che mi trovo davanti aprendo i file che mi inviano è che le donne non sanno scrivere, o meglio che ce ne sono pochissime che lo sanno fare. E’ anche vero che queste poche elette superano di gran lunga per inventiva e sensibilità i loro colleghi col pisello, ma tant’è che la maggior parte di roba che le gentil pulzelle mi mandano è da suicidio alla Vita in Diretta. Perché? Be’ semplice: perché sono carenti in qualunque inventiva. Frasi banali, trite e ritrite, sentitissime in contesti superficiali e ovvi.Università e pippe amorose vanno per la maggiore, raccontati come fotocopie di fotocopie di un romanzo scartato di Liala.

Il meglio si ottiene quanto le Bratz della letteratura si cimentano nel goffo tentativo di ricalcare i dialoghi veri, accumulando un numero impressionante di “Raga, mi passi la siga, che scazzo l’uni, non mi passa più, sono fuori e tra poco vado in para”: OMMIODDIO!!! Ditemi, io con ‘sto progetto vorrei pure magnà un giorno, non dico subito, ma un giorno magari, e ditemi sinceramente: con questo materiale c’è speranza? Perché ho poche donne tra i miei autori e per questo tutte sono fichissime e geniali. Come si suol dire: poche ma buone (e bone!).








Postato da: zandegu
alle 12:10



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La Grande Città 06-07-05

Editare è molto complesso, ma il problema che mi trovo più spesso ad affrontare nei lavori che leggo sono i personaggi.

Di solito sono bidimensionali, senza sorprese, tipici, mal caratterizzati e privi di qualunque tipo di indagine psicologica.

Una noia insomma. E anche quelli riusciti meglio hanno bisogno sempre di altri cinque minuti di cottura in forno.

Creare un personaggio credibile e non scontato è molto difficile e a volte, un intero sistema narrativo vacilla, proprio perché ha personaggi monchi che non camminano da soli, sostenuti da spiegoni noiosi che dovrebbero aiutarci a capire, da inutili monologhi interiori e da dialoghi tanto rivelatori quanto banali. Ma quando trovi un bel personaggio semplice, divertente ed efficace, allora sì che sono soddisfazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 








Postato da: zandegu
alle 11:02



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La Grande Città 01-07-05

E anche il corso da redattori è terminato.

Prima con un bel test di teoria, e io non studiavo più da anni e non ero allenata a immagazzinare nuovi concetti. E poi, ovvio che se mi capita un esame mi capita nei giorni più caldi dell'anno e forse del secolo, insomma vi assicuro che è stata una bella faticaccia!

Poi con una bella pizza di classe, come nella migliore delle tradizioni dei corsi dalle medie all’università della terza età, con parecchi sfottò ma anche una bella atmosfera da combriccola molto soddisfatta di ciò che aveva fatto.

Infine abbiamo veramente concluso alla grande con una lezione al computer a imparare i primissimi rudimenti dell’impaginazione libraria.Sono rimasta molto contenta di questa esperienza: credo di aver imparato molto per il mio futuro lavoro e le conoscenze che ho fatto sono certa che potranno essere utili collaboratori, qualora ce ne fosse bisogno. Insomma sono pronta a sfruttare le future competenze dei miei compagni senza pietà (e senza stipendio, of course!)








Postato da: zandegu
alle 12:25



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