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La Grande Città 27-10-2005 Sabato scorso c’è stata la mia cena di classe di liceo, sapete quei ritrovi dove ti squadri dalla testa ai piedi per vedere come sono cambiati i tuoi vecchi compagni durante i mesi che non ci si è visti. Noi ci riuniamo abbastanza con regolarità e stavolta eravamo anche in parecchi. Ci siamo trovati in piazza, nel mio paese natale, che faceva un freddo becco e ci tocca sempre aspettare mille ritardatari. A mangiare siamo andati all’Osteria dall’Orso a Prarostino, che se siete della Grande Città e dintorni io ve lo consiglio caldissimamente. A me, ‘ste cene piacciono sempre un casino, ci si fa una paccata di risate, si scoprono cose improbabili e poi è figo rispondere alla domanda che fai? e dire che mo’ c’ho una casa editrice (e per inciso non guadagno ancora una lira!!!). Poi, dopo le risate, mi sale un senso lieve di preoccupazione: qualcuno ha figli o ne aspetta, qualcuno si è sposato, qualcuno convive, qualcuno è fidanzato dai tempi dell’asilo, altri si laureano con lode, altri entrano nel mondo del lavoro. Insomma tutti si sistemano, tutti hanno questo fottuto incomprensibile, ai miei occhi, desiderio di stabilità e focolare. Ma io no. Vabbè forse già di mio non mi do in pasto alla movida notturna in pelle di leopardo, però… di metter su famiglia non me la sento. Ma voi, a vent’anni e giù di lì, eravate tutti così con la testa sulle spalle? Io la mia non so manco se me l’hanno attaccata o se l’ho dimenticata al banco frigo ieri che facevo la spesa! Infatti, non faccio bambini faccio libri! | Postato da: zandegu |
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La Grande Città 23-10-05 La terapia Britney funziona, ma ho deciso di affiancarla allo yoga. E così un giorno che Marco e io dovevamo andare a fare la spesa al Pam, abbiamo parcheggiato per caso davanti a un centro yoga. La scuola di yoga Kalpa Vriksha Satyananda. Una sera, allora, mi sono avviata per partecipare a una lezione prova, portati dietro una coperta mi hanno detto.Così, bella bella arrivo, tutta attrezzata a puntino di pantaloni comodi, maglietta e copertina alla Linus.Vengo accolta da una signorina molto carina in tuta di ciniglia rossa. Siamo in parecchi allievi, molti alla prima prova di yoga.Abbiamo uno spogliatoio unisex, un po’ come il bagno di Ally McBeal, cosi’ mi tocca anche di vedere i boxer grigio melange di uno. E vabbé: è lo spirito yoga. Mi aspettavo un reparto geriatrico da quanto mi avevano detto, invece di anziani ce ne sono pochi e sono tutti fottutamente seri e impegnati mentre fanno la loro pratica. La lezione prevede: rilassamento, esercizi vari e il canto dell’Om.Immagino le risate, anche mia mamma se la ride quando le dico al telefono che facciamo il canto dell’Om. Eppure, a me non fa un cazzo ridere!Insomma, almeno è un tentativo per non impazzire facendo l’editrice impegnata.Ora, appena qualcuno mi farà arrabbiare, o riceverò un brutto libro da valutare, ecco che mi siederò a gambe incrociate e con aria illuminata e fare serio canterò “Om”. Altro che “Lucky”! | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 19-10-05 E’ un brutto periodo per la mia psiche, sono molto nervosa e dormo malissimo, forse sarebbe più corretto dire che non dormo. Ho però trovato sollievo nella pratica del canto, canto a squarciagola. E canto solo ed esclusivamente le canzoni orecchiabili e godibilissime di Britney Spears. Neo-mamma felice. La considero una vera icona-pop che trasmette messaggi fruibili e vicini alla sensibilità del pubblico a cui si rivolge. Facciamo un esempio per risultare più chiari. Ecco uno stralcio del testo di “Overprotected” dall’album Britney del 2001: Tellin’ me just what I wannaWhat I what what what I'm gonna (I need)Do about my destinyI Say no, noNobody's telling me just what I wanna do, doI'm so fed up with people telling me to beSomeone else but me Insomma, la percepite anche voi la rabbia acuta della Spears? Lei è troppo cazzuta per qualche stronzo qualunque le dica cosa fare o meno. Diamine! Lei vuole essere se stessa e lo grida a tutto il mondo. Brava ragazza!!! Invece in “Toxic” tratta da In the Zone del 2003, Britney parla di sentimenti amorosi in questo modo: Baby, can't you see I'm callingA guy like you should wear a warningIt's dangerousI'm falling Capite? Un ragazzo come il suddetto dovrebbe girare con un cartello piantato sulla schiena che dice: “Sono proprio un malandrino a mostrare la mia faccia bonazza così senza rispetto per i poveri cristi meno fichi, la prossima volta giuro metto un burqa”. Che sensibilità. “Toxic” ci dice che ne nascerà una bella relazione seria con figli e cagnolini in campana. Ora si è scherzato, ma sono super sincera quando dico che la più incredibile canzone pop mai scritta sia proprio di Britney Spears, titolo “Lucky”. Per me un vero e proprio capolavoro, un successo planetario di evidente ispirazione Valeri Manera. Anche il cantato ci ricorda la nostra Cri-Cri D’Avena. Che dire: grande Britney! Io torno a cantare: “She’s so lucky, she’s a star, but she cries, cries cries…”
| Postato da: zandegu |
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La Grande Città 18-10-05 Stamane mi hanno intervista a Prima Radio del circuito In Blu. Sono stata intervistata durante il programma “E’ lavoro” da Fiorella Girardo. Mi hanno chiamata al telefono e mi hanno fatto qualche domanda su Zandegù, su come mi è venuta l’idea, cosa pubblicherò a marzo e quali sono i miei metodi promozionali e distributivi. Avrei voluto parlarne ieri, ma ero molto emozionata all’idea di essere intervistata, quindi ho preferito tacere perché in fondo mi cagavo sotto! Il merito di questa intervista che, nonostante la caga, mi ha fatto davvero piacere e mi ha molto lusingata, insomma il merito è di Giulio Mozzi che mi ha segnalata. Non per fare la solita sviolinata, ma è stato proprio gentile, quindi: grazie di cuore! | Postato da: zandegu |
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La Grande Città 15-10-05 Ho fatto una cena coi miei amichetti per festeggiare il contratto di distribuzione. C’erano Gloria, Costanza e Mela, Marco Prato, il Lazzarone, il mio fidanzatino e io. La dolce metà e io abbiamo cucinato come matti tutto il pomeriggio per preparare una cena dignitosa alla truppa. Non ho mai tante persone a cena e così ero un po’ agitata e temevo di fare brutta figura. Ma penso che i miei semplicissimi piatti abbiano soddisfatto tutti. Poi ci siamo fatti una dose senza senso di ovetti Kinder, abbiamo giocato un po’ con le sorpresine che c’erano dentro e abbiamo eletto il Lazzarone gay della serata perché aveva trovato lo Sponge Bob dentro l’uovo. Ecco, questo è tutto! | Postato da: zandegu |
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La Grande Città 13-10-05 Ho incontrato Giulio Mozzi e siccome non mi ricordavo tanto bene la sua faccia, prima di incontrarlo ho guardato un po’ di sue foto su Internet così al momento giusto non mi sarei sbagliata andando a salutare qualcun altro. C’era questa presentazione di un libro della Sironi nella Grande Città e così, consigliata da Marco Peano (è meglio mettere i cognomi perché ci sono troppi Marchi) ho anch’io convenuto che fosse cosa buona e giusta ringraziarlo di persona per l’aiuto che mi ha dato, mettendo il mio appello su Vibrisse. Io e Marco (un altro, quello che si spaccia per il mio fidanzato) siamo arrivati al luogo della presentazione bagnati fradici, ché veniva giù che Dio la mandava a gran secchiate. Io avevo il mio ombrello rosa trasparente frou frou e avevo paura di perderlo: sapete no, che gli ombrelli fichi vengono sempre rapiti dai porta ombrelli vicino alle porte d’ingresso, un po’ come gli ombrelli neri tutti uguali che all’uscita nel tafferuglio, uno si sbaglia e prende quello di qualcun altro… O almeno a me capita così. Insomma, per farla breve arriviamo nella sala conferenze e ci guardiamo intorno. Mozzi c’è ma parla con qualcuno, non lo si può certo disturbare. Appena è libero, Marco mi lancia un Vai, ma io sono troppo timida e i miei processi di comprensione-azione troppo lenti, così mi faccio sfuggire l’occasione e un’altra persona si mette a parlare con Mozzi. Mannaggia! Ormai penso scoraggiata che non ce la farò mai. Invece, a un certo punto la fortuna ci sorride e lui rimane qualche secondo senza ammiratori e così possiamo assaltarlo noi, come leoni sulla gazzella. Che metaforona, no? E con tutta la mia ansia e la timidezza che mi contraddistinguono lo ringrazio e parliamo un po’ della mia avventura editoriale. Poi deve andare a presentare il libro e noi lo lasciamo sventolando dei fazzoletti bianchi. Ero e sono molto contenta di averlo visto e di averlo ringraziato: se lo meritava proprio. Senza di lui, non avrei tutti questi bei manoscritti che mi affollano il pc. E alla fine ho anche ritrovato il mio ombrellino rosa! | Postato da: zandegu |
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La Grande Città 11-10-05 E proprio lo stesso giorno, mentre guardavo Sweet sixteen, verso sera mi arriva un’altra telefonata di quei finti poliziotti che mi chiedono conferma dei dati che hanno nel computer. Io li mando a quel paese, con garbo, certo, senza insulti, solo dicendo che non voglio assolutamente il loro abbonamento e quelli mi fanno: “Assolutamente? Addirittura?”. “E sì”, dico io, ma non faccio in tempo a finire la frase che loro hanno già riagganciato senza un minimo di tatto o sensibilità per il mio animo. Proprio dei gran bravi truffatori sul serio, ma almeno così facendo ho evitato di ammazzare di legnate l’ignaro postino. Insomma, alla fine senza saperlo i finti poliziotti hanno salvato una vita umana! E me ne sono tornata a guardare il film in santa pace. | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 07-10-05 Stamattina mi ha svegliata una chiamata della polizia! Subito mi sono cagata addosso, anche se il rimbambimento causato dal sonno mitigava la paura, e inoltre capivo poco di quello che il tutore della legge diceva! Mi parlava di usura e robe simili e mi sono detta: possibile che abbia già combinato dei casini fiscali con la casa editrice? Saranno i contratti? Marco, cosa cazzo hai fatto? Poi invece è saltato fuori che voleva vendermi la rivista della polizia, a un costo esorbitante e non ha voluto sentire scuse. Io gli ho detto che ci dovevo pensare. No, mi fa, mi deve dire subito. E io avevo paura di contraddire il tutore della legge: e se gli dicevo di no magari mi arrestava… Avevo paura ed ero sola. Lui parlava con un tono davvero minaccioso e alla fine ho accettato, non sapevo che fare. In parte ancora dormivo, in parte temevo quell'uomo. Insomma, mi sono fatta fregare come il primo dei pivelli, mentre mi grattavo gli occhietti assonnati, indossando la fashionissima t-shirt della Scuola Misteriosa che uso per dormire. Poi sono andata a farmi un saccottino al cioccolato e un caffè. Non li avrete i miei 125 euro per la vostra pulciosissima rivista falsa, brutti infingardi! Lo respingerò, il vostro lurido pacco! A costo di non darvi i soldi, abbatterò il postino ad asciate viulente sulle braccia, e poi voglio proprio vedere come la guida la bici senza! Eccheccazzo!!! | Postato da: zandegu |
| La Grande Città 06-10-05 Quando arriva un manoscritto decente, dopo mappate indigeste di files (esclusivamente con la esse), quasi mi scende una lacrimuccia. Ma quanto arriva un manoscritto che reputo una figata, allora mi sento come se fossi un archeologo che dopo anni prono tra scavi, badili, sabbia e cacca di dinosauri, ecco che scopre una nuova specie animale vissuta milioni di anni prima. Ecco mi sento così: come Indiana Jones quando trova il Santo Graal nel terzo film. E l’altro giorno è capitato: non riuscivo a scollarmi dal pc per la gioia, la mia mente ripeteva figata figata, meraviglia. E in quei momenti di sublime estasi di santa Teresa, penso solo una cosa: alla mia missione suprema. Io, questo libro lo devo pubblicare a costo di vendermi un rene agli albanesi mercanti di organi verso i paesi dell’est. Alzo il braccino al cielo, mi compare sulle spalle una mantellina rossa svolazzante a un vento che non c’era (anche perché tutte le finestre di casa sono chiuse) e mi sento il più figo dei super-eroi. Io, quando arrivano dei bei manoscritti, proprio non ce la faccio, è più forte di me, li devo pubblicare! | Postato da: zandegu |
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La Grande Città 04-10-05 L’altro giorno ero in montagna con Marco. Siamo andati al Crai a fare la spesa per la cena e cosa vedono i miei miopi occhietti? No, non ci credo, ho sbottato ad alta voce, tanto che il commesso si è voltato stupito. Mi sono avvicinata al dispenser di dolcetti vicino alla cassa e l’ho visto, anzi per la precisione non l’ho visto: dove cazzo è finito il bambino delle barrette Kinder?!? Ma… ma… che è quel obbrobrio là? Mi unisco veemente al coro di proteste: rivoglio il pampino in camicia a righe, quello là che potrebbe pure essere mio nonno da quanto è sulle confezioni di barrette, ma che almeno dà un senso di fiducia in mamme e figlioletti di tutto il mondo. Soffro tremendamente… Urge trovare una soluzione! | Postato da: zandegu |
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