La Grande Città 30-07-06

 

Evidentemente io e gli insetti non andiamo monto d’accordo. Anzi, sospetto che loro mi odino proprio. Infatti, durante questa nefasta stagione, le zanzare hanno deciso di attaccarsi a me come maggioloni al distributore di benzina. Nessun Autan pareva in grado di fermarle. Ne stendevo a chili, ma era tutto inutile. E tutto questo durante la meravigliosa sessione di concerti estivi (tra gli altri Eels, Mogwai, Strokes e Franz Ferdinand) che ha interessato il Piemonte in questo mese. Ma si sa, le zanzare non erano venute lì per ascoltare un po’ di musica, ma solo per succhiare come avide, approfittando delle passioni musicali altrui e della loro distrazione. Così, le infingarde mi hanno costretta a subire reazioni allergiche spropositate su piedi e gambe, che si erano gonfiati oltremodo e mi prudevano talmente tanto che non riuscivo a camminare per il solletichio delle scarpe sui bubboni. Per di più sulle gambe deve avermi punto non una zanzara, ma una PIC Indolor con le ali dato lo sfacelo che quel pungiglione ha fatto: mi sono trovata praticamente dei capillare esplosi. E ora, mentre tutte le ragazze-bene vanno in giro fiere delle loro abbronzature più o meno vere, io sfoggio da sotto le gonne, lividazzi blu enormi e numerosi che certamente faranno venire a tutti il dubbio che io venga seriamente molestata da un fidanzato ubriacone. Spero solo, a ’sto punto che non mi vengano a bussare gli assistenti sociali!








Postato da: zandegu
alle 16:31



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La Grande Città 27-07-06

 

Lo ammetto. Ne ho due palle così. Voglio le vacanze ma i giorni che mi separano dalla partenza mi sembrano tantissimi, davvero tantissimi. Sono stanca e un po´ stufa. Il lavoro mi piace sempre, però... non ne posso più! Non vedo l´ora di stare in montagna ad abbuffarmi di speck, salame affumicato, polenta, grappe a frutti di bosco, vinello da tavola, strudel, ecc... Così, quando sto per cedere, e sento forte l´impulso di darmi delle roncolate in testa, mi distraggo pensando a cosa mi porterò in vacanza. Praticamente ogni giorno faccio la valigia con la testa. I vestiti, le cose da bagno, le mutande, le scarpe, i libri. Tutto pensato fin nei più piccoli dettagli. Mi immagino carica come un somaro, che mi avvio verso il portone, dopo un giro di controllo per verificare di aver chiuso tutto bene, luce, gas, finestre, portone. E in un battibaleno sono in macchina, valigie caricate, chek-up mentale "ho dimenticato niente?", baiocchi (immancabili nei miei viaggi anche con quaranta gradi) e acqua a portata di mano. Ah! Che palle, sta correzione di bozze! Quando finisce? Quando si parte? Dannazione!








Postato da: zandegu
alle 11:04



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La Grande Città 24-07-06

 

Leggevo Glamour, lettura necessaria nelle serate estive. Ero concentrata su un articolo che trattava dei solari per capelli (per capelli, capite?), quando sento un rumore. Essendo a casa dei miei, col mio papà che russa come un orso polare incrociato con un grizzly, un leone e una pantera della giungla, penso che il rumore provenga dalla stanza accanto. Poi il rumore si ripete, ma non pare un russìo (si dirà così?). Quand´ecco che un orrendo, immondo, sudicio, schifoso essere nero volante, saetta accanto a me, innocente figurina in pigiama azzurro, con solo i solari per capelli a occuparmi i pensieri. L´orrido robo si posa su una scatola: terrore! E´ simile a uno scarafaggio ma è pure dotato di ali. Dio lassù, di certo non mi vuole bene, traducendo in vita uno dei miei incubi peggiori. E per di più... sono sola! Potrò mai svegliare il genitore-russante che si riposa dopo 12 ore di fabbrica? Non potrò. Mi armo di ballerina nera, interno rosa, in pelle con fiocchetto per uccidere l´incubo aereo ma il fetente si è posato sulla scatola in modo tale da non poterlo colpire senza il rischio che si alzi in volo, solo spaventato, di certo non ferito. Che posso fare? Frugo nello zaino accanto al letto e trovo il Dove. Spray. Ho deciso: lo gaso e lo schiaccio con la scarpina bon-ton che va tanto di moda. Indugio. Ho troppa paura che il deodorante non serva, non lo stordisca e lo induca a volare. Odio che voli. E se volando si nasconde in un punto a me irraggiungibile, poi come farò a dormire? Oddio! E se mi vola in faccia mentre dormo? Orrore! L´immondo orrore volante decide di volare. Io urletto ( non proprio urla guaite, gemiti acuti da spavento, una roba così, delle solite). Grazie a dio, il robo, che non spicca certo per intelligenza, si posa sulla mia scrivania, bello lì, immobile. E urlando ora come una scimmia e saltando lo colpisco ripetutamente con la scarpa. Spiaccicato: le ali nere aperte, il corpo sottostante di orrido giallo schiacciato, le zampette spezzate. Lo raccolgo con uno scottex coi fiori disegnati sopra. Mio padre, ignaro, continua a russare. Io, ringalluzzita dal mio coraggio, torno a leggere tutto sui solari per capelli.








Postato da: zandegu
alle 12:20



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La Grande Città 17-07-06

 

Ormai quasi una bacheca: domani alle 19 ad Atrium in piazza Solferino, conferenza organizzata dall’ARCI sul tema della scrittura e lettura tra i giovani. Presenti noi di Zandegù e i tipi di Sparajurij. Chi ha tempo non aspetti tempo e venga ad acculturarsi con noi! Nel frattempo le attività di Zandegù vanno avanti. Non c’è mai tregua. Oggi ho iniziato l’impaginazione di un nuovo romanzo (bellissimo, ça va sans dire!) che vedrà la luce a novembre. Vi anticipo soltanto che è cupo, onirico e struggente. Un po’ diverso dal solito cazzeggio di Zandegù, ma come sempre fortemente surreale. Per il resto, passo le mie giornate leggendo manoscritti e bevendo litri d’acqua per far fronte al caldo che proprio non vuole dare tregua. E c’è anche una piccola bella notizia di commiato: su IBS (Internet Book Shop) i libri Zandegù sono scontati del 10%!








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alle 20:39



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La Grande Città 15-07-06

 

Le presentazioni estive all’aperto possono andare incontro a qualche inconveniente. Soprattutto se durante un reading nel dehors di un bel locale della Grande Città, si scatena l’elemento, più precisamente nella forma di un tremendo temporale che va avanti per venti minuti buoni, lavando avventori e amici che mangiano o bevono e allagando tavolini e sedie. Ma poco importa, corriamo tutti al riparo, e non ci scoraggiamo! Simone Marcuzzi, autore della raccolta Zandegù “Cosa faccio quando vengo scaricato” e la nostra celebrità Ivano Bariani (autore di "16 vitamine" per Minimum Fax), continuano a leggere alcuni brani accompagnati dalla musica. E dopo tutti a sbevazzare cocktail in allegria, firmare copie del libro, salutare amici, fare brindisi coi ragazzi del locale, il bellissimo Cafè Mash di via Torricelli 59 (se capitate di lì, fateci un salto: ne vale la pena). Una serata divertentissima che nemmeno il temporale ha saputo rovinare!








Postato da: zandegu
alle 20:19



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La Grande Città 09-07-06

 

Se non avete niente da fare giovedì prossimo, il 13 luglio per l’esattezza e vi va di vedere un reading divertentissimo, letto con enfasi, sorseggiando un cocktail, venite alla lettura di Cosa faccio quando vengo scaricato al Cafè Mash di via Torricelli 59 a Torino. Il locale è bellissimo, cocktail e cibo sono ottimi, l’atmosfera rilassata e accogliente. I lettori della serata sono il nostro Simone Marcuzzi, autore della raccolta, e la special guest-star Ivano Bariani (autore di 16 vitamine per Minimum fax). L’inizio del reading è alle 21.30. Potrete così farvi autografare una copia del libro, conoscere l’autore e fare quattro chiacchiere con tutti noi. Sarà divertente! Ah, stasera tifo a mille, non accetto scuse! Tutti davanti alla tv alle 20 precise! Baci baci.








Postato da: zandegu
alle 11:23



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La Grande Città 03-07-06

 

Fa caldo, amici! Un caldo pazzesco! Casa mia è al quarto piano proprio sotto il tetto e si muore. Non tira un alito d’aria, di notte si boccheggia e si suda come nemmeno dopo una maratona. Ormai mi nutro solo d’acqua ma non basta e certo la fine della terza correzione di bozze su due libri non aiuta la mia fiacchezza! Ma ormai ho finito e presto i prossimi due pargoletti di Zandegù andranno in stampa per uscire a settembre! Non vedo l’ora! Ma intanto, l’unico pensiero che mi spinge avanti in quest’afa è il pensiero della montagna. Ma il prossimo anno, poche balle: a costo di dare fondo a tutti i miei risparmi mi prendo un bel condizionatore! O almeno un pinguinetto!








Postato da: zandegu
alle 10:01



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